NAPOLI – C’è una Napoli che non aspetta bandi, che non invoca finanziamenti pubblici e che non si arrende al silenzio. È la Napoli che domenica 28 dicembre dalle 19 in poi ha letteralmente invaso l’Auditorium Novecento, trasformando un’idea nata "dal basso" in un trionfo di note, talento e partecipazione. La serata finale dell’Open MIC di Nero Nelson non è stata solo un concerto, ma la dimostrazione plastica di come la pura passione possa supplire alla totale assenza di fondi, creando qualcosa di straordinario dal nulla.
Oltre 250 spettatori hanno sfidato il freddo dicembrino per ascoltare la nuova linfa della canzone d’autore partenopea. Sul palco, una staffetta incessante di oltre 40 artisti (selezionati tra più di 60 candidati nelle scorse settimane) che hanno portato di tutto: chitarre acustiche, pianoforti, l'intimità dell’ukulele, ma anche l'avanguardia di loop station, basi e consolle. Una complessità tecnica gestita con maestria da Fabrizio Piccolo (Phonotype) e dallo staff dell'Auditorium, che hanno garantito a ogni esordiente la dignità di un grande live professionale.
L'iniziativa, promossa da Napoli In Alta Rotazione e curata con dedizione quasi paterna da Nero Nelson, ha centrato un obiettivo ambizioso: dare una casa e una prospettiva a chi scrive musica oggi. Il premio più concreto? Venti di questi talenti entreranno a far parte di un CD celebrativo prodotto dalla storica etichetta Phonotype, un ponte ideale tra la gloriosa tradizione discografica napoletana e il futuro.
Non sono mancati i momenti di grande commozione. Lo stesso Nero Nelson è salito sul palco per uno struggente duetto con Alfredo D'Ecclesiis (de La Terza Classe), regalando una delle vette emotive della serata. Applauditissime anche le incursioni di Ugo Capolupo e dei Fratelli Katano, che hanno firmato la sigla d’apertura e chiusura, diventando il collante di questa kermesse. A sorpresa, tra il pubblico è apparso anche il rapper Lucariello, che ha voluto complimentarsi personalmente con Nelson per essere riuscito a mettere in piedi una macchina così complessa e riuscita contando solo sull'entusiasmo degli artisti.
Il culmine è arrivato con la consegna dei premi, tra cui spicca l'omaggio alla psichedelia colta con il premio intitolato a Syd Barrett.
Primo Premio: D'Arco
Medaglia d'Argento: Didonna
Medaglia di Bronzo: Alia
Premio della Critica "Syd Barrett": Sebastian De Wil
Premio Miglior Performance: Nina Ambron
Premio Miglior Testo: Fabrizio Luglio
Premio Miglior Musica: Giadì
Si chiudono così i riflettori su un evento che lascia una lezione importante: per fare grande la musica non servono sempre i capitali, serve la visione. E Nero Nelson, insieme a tutti i ragazzi dell'Open MIC, ha dimostrato di averne da vendere.